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Prigi, Penne e Palloni - Playoff di Eccellenza, quando Barletta e Noicattaro fecero l'impresa

Prigi, Penne e Palloni - Playoff di Eccellenza, quando Barletta e Noicattaro fecero l'impresa

Il punto con Vito Prigigallo

Il thriller del Ventura ha entusiasmato non solo i tifosi del Bisceglie, che ha superato il VigorLamezia all’ultimo soffio di fiato di una lunghissima partita, ma anche gli appassionati di calcio di tutta la Puglia che, ovviamente, spinge i nerazzurri verso il ritorno in Serie D.

L’avventuroso superamento del primo turno dei playoff nazionali, l’eliminazione di una corazzata della portata del Lamezia e l’approdo al turno finale con il Costa d’Amalfi (andata allo stadio del Salsello, ritorno a Maiori, sette giorni dopo) ha ricordato imprese altrettanto epiche.

Ne raccontiamo due, sufficienti a dare il senso della straordinaria bellezza del calcio dilettantistico.

Alcamo, 9 giugno 2002. La domenica precedente, il Noicattaro di Nicola Ragno, secondo nella regular season alle spalle del Trani di Sergio Notariale, aveva battuto i siciliani di misura grazie al gol del molfettese Giuseppe Paparella. Nel turno precedente, i rossoneri s’erano facilmente sbarazzati dei molisani del Montenero di Bisaccia (Zotti e Di Bari per l’1-2 nella città natale di Antonio Di Pietro; Paparella, Zotti, Anglani e Pugliese per il perentorio 4-0 all’ombra dei tendoni dell’uva da tavola). Gara-2 per difendere l’esiguo vantaggio è una battaglia: l’Alcamo del barese Riccardo Chico la mette spesso sulla rissa. Dagli salti vola di tutto, c’è anche una piccola invasione. Ma Dario Loporchio non capitola. Ragno alla fine inserisce Rubini per Lopriore e Anglani per Zotti, due stopper per un attaccante e un trequartista. Il Forte Alamo noyano non capitola. L’immediato dopo-partita è storia che si fa cronaca nera fra spintoni, calci, schiaffi e minacce. Ma Vito Bitetto e compagni riguadagnano la Quarta Serie.

Qualche anno prima, già la vittoria dell’Aradeo, aveva reso l’Eccellenza il contesto di una favola, con la squadra del piccolo paese salentino in vetta alla Premier League del pallone di Puglia. Guidato da Sasà Merico, orchestrato da Totò Nobile e Antonio Toma, grazie alla corsa di Donato Cancelli e ai gol di Totò Ciullo e Claudio Pellegrino, l’Aradeo surclassò il Barletta, approdando in una Serie D che non avrebbe mai disputato. Correva l’anno 1998. I biancorossi allenati da Dino Bitetto si liberarono con due vittorie della Turris Santa Croce (Antonetti all’andata, Loseto al ritorno). Lo Sporting Villa d’Agri si rivelò avversario tenace per Saverio Di Bari e compagni. Il metronomo barese sarebbe stato protagonista anche quattro anni dopo, con il Noicattaro. Lo Sporting gioca a Moliterno, in uno stadio invaso dai supporter barlettani. Sulla panchina dello Sporting siede Ranko Lazic, che poi sarebbe stato il condottiero del Francavilla. Dopo lo 0-0 dell’andata, il 29 giugno, con la gente in spiaggia, il “vecchio” Puttilli offre il consueto colpo d’occhio. Il mattatore è Rocco Corbo, napoletano di Castellammare di Stabia che all’epoca non ha neppure 23 anni. L’assenza di Ciccio Pascazio è pesante, ma il bomber campano realizza una doppietta e i biancorossi volano nel Campionato nazionale dilettanti.

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